Ancora sul “Teleios”…

Tra coloro che adottano una prospettiva decisamente positiva [nei confronti della tecnologia ci] sono senza dubbio Andrea Vaccaro e Marco Staffolani con il loro Il Teleios. O i sette pregiudizi sulla tecnologia (Le Lettere, Firenze 2023), che anzi rappresenta forse la posizione più spinta dell’ottimismo tecnologico dal versante teologico. Le loro ragioni sono argomentate con linguaggio diretto, lontano dai tecnicismi che ogni disciplina porta con sé, e talvolta anche con una certa ironia.  Prendono spunto da quelli che definiscono “pregiudizi sulla tecnologia”, quindi li criticano, tentano di confutarli per poi sostituirli con principi che molto spesso affermano proprio l’opposto.

Il pregiudizio di fondo intorno al quale l’intera riflessione si muove consiste nel credere che l’agire tecnologico sia contrario o in competizione con l’ordine naturale stabilito da Dio. Con riferimenti ai documenti magisteriali, gli autori sottolineano come, nella corretta visione della Chiesa, il cristiano “non si sogna nemmeno di contrapporre i prodotti del proprio coraggio e della propria azione alla potenza di Dio, quasi che la creatura razionale fosse rivale del Creatore; al contrario, è più che persuaso che le vittorie dell’umanità sono segno della grandezza di Dio e frutto del suo ineffabile disegno. Per il cristiano, molti sono i dubbi, ma un dato è certo: lo sforzo con cui gli esseri umani, supportati dalla tecnologia, cercano, sin dai primordi, di migliorare le proprie condizioni di vita, considerato in sé stesso, corrisponde alle intenzioni di Dio” (p. 11). Il principio di base è la cosiddetta “autonomia delle realtà terrene” per cui la società ha leggi e valori propri, che l’uomo gradatamente deve scoprire, usare e ordinare. E questa autonomia non è solo una rivendicazione particolarmente sentita dagli uomini del nostro tempo, ma è anche conforme al volere del Creatore, “nel rispetto delle esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza o tecnica”. È una forte rivalutazione della dignità dell’impegno laico: “non è poi trascorso così tanto tempo da quando la Chiesa, dopo la recisa disposizione del Non expedit, ha rivalutato l’apporto dei laici cristiani impegnati in politica a realizzare il bene comune. Ebbene, il tempo sembra maturo per benedire, accanto all’impegno laico cristiano in politica, anche l’impegno laico cristiano in tecnologia, finalizzato a trasformare fisicamente questo mondo in un regno di pace, di giustizia e di beatitudine” (p. 17). Ciò che vale per la politica e la tecnologia è da estendere naturalmente a tutti i piani dell’agire umano. clicca qui per continuare la lettura su Filodiritto Recensione della redazione di Filodiritto.com del libro “Il Teleios…” di Andrea Vaccaro e Marco Staffolani 17 Gennaio 2024

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