La forza della domanda

La forza della domanda, l’incessante interrogarsi sul senso, non è la proprietà esclusiva di qualcuno, ma una caratteristica dell’essere umano: è l’interrogativo più difficile, il solo che può essere davvero straniero. I saperi della filosofia e della teologia, intrecciati con l’esistenza, si nutrono della domanda che onora il dono dell’intelligenza umana. Chiedere ragioni delle affermazioni degli altri, infatti, significa rendere ragione delle proprie. La distinzione tra filosofia e teologia è un’unità così profonda che qualora l’incontro cessasse, il ponte inquieto della domanda venisse meno, l’una e l’altra si troverebbero private addirittura delle caratteristiche che le contraddistinguono. Nel terreno pubblico della domanda i due saperi si connettono e, nutrendosi del miele del visibile, dialogano con l’invisibile, allo scopo di resistere, contraddirsi e accrescere, mossi dalla sete di senso senza la quale la domanda muore. La forza della domanda mette in fuga verso la vita.

Sergio Gaburro (Autore) è docente incaricato di Teologia fondamentale e Teologia interconfessionale presso la Pontificia Università Lateranense. È anche docente stabile di Teologia fondamentale, ecumenica e interreligiosa presso la Facoltà Teologica del Triveneto nella sede di Verona e invitato presso l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia.
È autore di varie monografie tra cui: Quando la carne prende la parola (2023) e Sorridere (con V. Sartori, 2023).

Una teologia rapida capace di dialogare e per offrire orientamenti

di Edoardo Mattei 10 Giugno 2025. Padre Antonio Spadaro ha avviato alcuni mesi fa un’interessante riflessione sulla necessità di un cambio di passo della teologia. La tempesta sedata è l’allegoria scelta per descrivere l’approccio proposto: viviamo nella condizione in cui «ciò che prima valeva a spiegare il mondo, le relazioni, il bene e il male, adesso sembra divenuto inservibile. Pare probabile che quanto ci pareva normale della famiglia, della Chiesa, della società e del mondo non tornerà più come prima». Occorre accettare il rischio di cavalcare le onde, «le trasformazioni culturali e sociali che oggi si sono acuite, ma anche le nostre paure […] La teologia, dunque, deve farsi carico di pensare le onde, oltre che le rive di approdo, di gettarsi nelle rapide e di pensare rapidamente». Continua lettura su Avvenire.it

Il docente di Teologia oggi: identità e missione – video

Intervento del prof. Giuseppe Lorizio, Teologi e Facoltà teologiche nel dibattito pubblico contemporaneo

Intervento di Mons. Bruno Forte, La Teologia esperienza riflessa di Chiesa. Teologi e Facoltà teologiche in dialogo con le chiese e comunità ecclesiali locali

Convegno della Facoltà teologica della Pontificia Università Lateranense Aula Pio XI15 maggio 2025, ore 9.00-18.00. Relazione di Giuseppe Lorizio ore 11.00: “Teologi e facoltà teologiche nel dibattito pubblico contemporaneo”


dibattito

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Sulla teologia rapida

di Giuseppe Guglielmi, 6 Maggio 2025

Teologia “in ginocchio”, teologia “a tavolino”, teologia “tra la gente” ecc. Oggi registriamo una nuova entrata: la teologia “rapida”.

Antonio Spadaro, in un articolo apparso il 19 gennaio sul quotidiano Avvenire, ha parlato di rapidità in merito alla nostra società, per sottolineare il cambiamento sociale, culturale, economico che connota – ormai come status permanente – il nostro mondo[1]. Di conseguenza, sottolinea sempre Spadaro, avendo la Chiesa «perso la regìa della produzione culturale», deve esercitare la sua missione entro «culture complesse, ibride, dinamiche e mutevoli», con «la maturità di comprendere che siamo attori, e magari a volte protagonisti, ma sempre insieme e accanto agli altri». Continua lettura su SettimanaNews