Tra i momenti più significativi del recente viaggio di papa Francesco in Estremo Oriente si può a giusto titolo collocare l’incontro coi giovani di venerdì 13 settembre a Singapore. In quella occasione il vescovo di Roma così si espresse: «Una delle cose che più mi ha colpito di voi giovani, di voi qui, è la capacità del dialogo interreligioso. E questo è molto importante, perché se voi incominciate a litigare: “La mia religione è più importante della tua…”, “La mia è quella vera, la tua non è vera…”. Dove porta tutto questo? Dove? Qualcuno risponda, dove? [qualcuno risponde: “La distruzione”]. È così. Tutte le religioni sono un cammino per arrivare a Dio. Sono – faccio un paragone – come diverse lingue, diversi idiomi, per arrivare lì. Ma Dio è Dio per tutti. E poiché Dio è Dio per tutti, noi siamo tutti figli di Dio. “Ma il mio Dio è più importante del tuo!”. È vero questo? C’è un solo Dio, e noi, le nostre religioni sono lingue, cammini per arrivare a Dio. Qualcuno sikh, qualcuno musulmano, qualcuno indù, qualcuno cristiano, ma sono diversi cammini. Understood?».
Di Marco Staffolani su Roma Sette 22 Settembre 2024
Continuiamo il nostro viaggio attraverso le Basiliche Papali fissando la nostra attenzione alla “Cattedrale di Roma”, meglio conosciuta come Basilica di San Giovanni in Laterano. La specificazione “in Laterano” deriva dal fatto che la zona anticamente era di proprietà della nobile famiglia dei Laterani: probabilmente la loro casa era sita verso l’attuale Via Amba Aradam, e l’estensione dei loro terreni copriva anche l’attuale area basilicale. Continuandone la storia, la Basilica venne consacrata nel 324 (o nel 318 a seconda della fonte storica) da Papa Silvestro I, e dedicata al SS.mo Salvatore. Il nome “San Giovanni” è dovuto, poi, ad altre due dediche più tardive: nel IX sec., Sergio III dedicò il complesso a San Giovanni Battista, mentre nel XII sec. Lucio II aggiunse la terza dedica, quella a San Giovanni Evangelista.
La serietà del pellegrinaggio che il Giubileo ci chiama a compiere ci porta a ripercorrere questi titoli associandoli alla storia e alla fede che hanno scaturito nei credenti. E nel “cammino” per giungere a Roma, fatto di molti mezzi veloci presi per “ridurre” il tempo e la fatica dello spostamento, speriamo vi sia anche una parte classica da “fare a piedi”, o in cui si rimanga un po’ in silenzio, per avere chiara la mèta più grande che si sta perseguendo: andare verso il “Santissimo Salvatore”.
In diretta il giorno 20 Settembre dalla diocesi di Caltanissetta il prof. Lorizio per l’incontro presso il “Cortile della Sapienza” con il tema “Comunità e Democrazia” ore 18.30
Di fronte al dilemma circa la scelta politica ed elettorale fra un partito e un candidato che si dichiara favorevole a una legislazione abortista e un avversario che, invece, ritiene che si debbano respingere gli immigrati, nel dialogo coi giornalisti di ritorno dal suo recente viaggio in estremo Oriente, papa Francesco ha invitato a decidere in coscienza per il «male minore». Continua la lettura Di Giuseppe Lorizio su Settimananews.it 17 Settembre
Continuiamo il nostro percorso di preparazione al Giubileo, con una miniserie di 4 articoli, tanti quante le Porte Sante che verranno aperte secondo la scansione della bolla Spes non confundit. Papa Francesco conferma infatti: «Sostenuto da una così lunga tradizione [dei giubilei] e nella certezza che questo Anno giubilare potrà essere per tutta la Chiesa un’intensa esperienza di grazia e di speranza, stabilisco che la Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano sia aperta il 24 dicembre del presente anno 2024, dando così inizio al Giubileo Ordinario. La domenica successiva, 29 dicembre 2024, aprirò la Porta Santa della mia cattedrale di San Giovanni in Laterano, che il 9 novembre di quest’anno celebrerà i 1700 anni della dedicazione. A seguire, il 1° gennaio 2025, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, verrà aperta la Porta Santa della Basilica papale di Santa Maria Maggiore. Infine, domenica 5 gennaio sarà aperta la Porta Santa della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura» [n.6].
L’esperienza di fede salvifica che l’apostolo Pietro vive nell’incontro con il maestro Gesù è paragonata, nel vangelo di Giovanni (cfr. Gv 10,7.9), all’ “attraversamento della porta”. Questa suggestiva immagine, di entrare, di passare, e anche di ritornare ed uscire per la porta, si presta a molte interpretazioni.
La porta conduce le pecore nel recinto sicuro, uno spazio protetto in cui l’affetto e la cura del pastore fanno trovare ristoro dalle problematiche del mondo e dell’esistenza. Lì, nell’intimità che si crea tra coloro che condividono lo stesso cammino, che ascoltano la stessa voce (e parola) del pastore, che si nutrono dello stesso pane di vita, lì si consolida il legame interiore che il credente ha con Dio e con i suoi fratelli.
Ma la porta permette anche il movimento opposto: si esce per andare fuori, secondo il paradigma della “chiesa in uscita” tanto caro a Papa Francesco. Le pecore, che all’interno hanno acquisito confidenza le une con le altre, e tutte con Dio, sono pronte ad impegnarsi per il “fuori”, per il mondo, ad affrontare la sfida di un terreno scosceso e di un pasto non sicuro.
La porta è dunque simbolo di un cammino che si compie, e di un passaggio che si attua. Di una conversione e di una trasformazione che rende nuovi. Non si tratta di eroismo personale, di pura ascetica o filantropia umana, e nemmeno di un’astratta filosofia di vita. Le pecore entrano perché attratte da un di più che le nutre e le completa. Non escono andando alla sprovvista, ma trovano pascolo perché guidate dalla voce familiare di Dio. Dio “non improvvisa” il cammino, e la logica della croce/risurrezione, che può sembrare “perdente” ad una società e ad un tempo storico individualista ed egocentrico, è invece la via che le pecore percorrono, in compagnia del maestro e di altri discepoli.
Una suggestione “cinematografica” può dare respiro per un confronto e per capire la ricchezza del nostro cammino ecclesiale. Il protagonista di Matrix, Neo all’inizio della sua missione, prima di entrare alla presenza dell’Oracolo (la famosa “signora dei biscotti” che avrebbe dovuto sentenziare sulla sua presunta identità di Eletto, salvatore del genere umano, dalle macchine che hanno invaso la terra), viene chiamato a riflettere sulla scritta filosofica posta nell’architrave sotto cui è appena passato: “Conosci te stesso”. Viene spinto a conoscere il suo amore per Trinity, e per gli altri della città di Zion, compreso Morpheus suo amico che lo ha liberato dall’inganno di Matrix, lo ha portato alla conoscenza del mondo reale e preparato all’arte del sacrificio, oltre sé stesso.
Così possiamo assumere anche noi un motto nell’attraversamento della Porta Santa a cui siamo “giubilarmente” chiamati: con Agostino: “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” («Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità»). Che Dio ci doni il suo Spirito, per conoscere la verità che siamo e che Lui è.
Nel 1927 Julien Benda pubblicava La Trahison des Clercs, un fortunato pamphlet, nel quale egli denunciava il tradimento degli intellettuali francesi e tedeschi che, abbandonando la loro vocazione universale, la promozione del valore della giustizia e della democrazia, si lasciavano trascinare dalle passioni politiche furoreggianti in quegli anni, la lotta di classe, il nazionalismo, il razzismo.
Il titolo così suggestivo di quel testo dovrebbe restare la spina nel fianco di coloro che “sono pagati per pensare”, come disse un giorno un docente, il matematico Giovanni Prodi, in un colloquio sulle responsabilità dei docenti universitari, cioè di quanti fanno il mestiere di produrre e tenere viva la coscienza critica di un popolo. … continua la lettura Di Severino Dianich su settimananews.it 31 agosto
Mercoledi 28 Agosto ore 21.00 Riflessione comunitaria animata da Carlo Cirotto (Biologo), Fabio Caporali (Ecologo), don Pino Lorizio (Teologo) Coscienza ecologica ed educazione alla pace: aspetti eco-teologici e applicativi