L’onnipotenza di Dio non toglie la nostra libertà

Su RomaSette del 12 Maggio Articolo del prof. Giuseppe Lorizio.

Nel Simbolo di Nicea e Costantinopoli professiamo la paternità “onnipotente” di Dio. Ovviamente è onnipotente colui che può tutto. Si tratta quindi di un attributo esclusivamente divino. Ma proprio tale significato merita di essere approfondito e pensato, onde evitare fraintendimenti e prese di posizione che potrebbero risultare fondamentaliste.

La tarda Scolastica (oggi alquanto bistrattata, ma per molti versi ancora molto istruttiva) amava distinguere fra la potenza assoluta e la potenza ordinata di Dio. La prima lo pone al di là e al di sopra di tutto, affermando l’assoluta libertà della sua volontà e del suo potere, la seconda sospende la prima nel momento in cui, proprio a partire dalla sua potenza assoluta,

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La teologia e il rischio della «privatizzazione della fede»

Articolo di Michela Altoviti, in merito alla lectio magistralis del prof. Giuseppe Lorizio “Dimensione culturale, pubblica e politica della fede cristiana”, su Romasette 19 Aprile

Sono gli spazi aperti della cultura e della società civile quelli che la «teologia inquieta e inquietante» deve toccare e raggiungere, al di là dei soli contesti accademici, al fine di «realizzare il suo compito: risvegliarci dal sonno dogmatico» ed essere quindi «dinamica per la comunità». Monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura e già docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense, ieri, 18 aprile, con la lectio magistralis tenuta nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense in occasione della sua nomina a membro ordinario della Pontificia accademia teologica (Path), ha ribadito l’importanza di sviluppare e attuare una «teologia del contesto» perché «è dall’evento che nasce la riflessione». continua lettura su Romasette

Passiamo dalla deterrenza alla convivenza

All’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, il cardinale gesuita Jean Danielou pubblicava un pamphlet che mi fece da viatico mentre muovevo i primi passi negli studi teologici, si intitolava La cultura tradita dagli intellettuali (Rusconi, Milano 1974). Le cause del tradimento venivano individuate in tre aspetti di quella che l’Autore riteneva fosse la “cultura dominante”, ovvero lo scientismo positivista, il soggettivismo individualista e lo storicismo immanentista. Se da un lato la possibilità di uscire dal tunnel veniva intravista in un recupero della metafisica, tanto bistrattata anche fra i credenti, con grande disappunto di Danielou, dall’altro egli denunciava la superficialità del modo di vedere e pensare dei cristiani del suo tempo. Facilmente immaginabile cosa direbbe di noi cinquant’anni dopo. La questione di quello che definisce l’affievolimento della fede consiste anche nella mancanza di consapevolezza del suo essere «vitale per la civiltà: noi non siamo responsabili soltanto della salvezza eterna. Noi siamo responsabili anche della città terrena, perché attraverso la città terrena si costruirà la vocazione eterna». continua lettura su Avvenire 8 Aprile 2024

Intervista al Professor Giuseppe Lorizio sul nuovo programma di Spiriteco, la nuova striscia dedicata alla spiritualità contemporanea

Intervista al Professor Giuseppe Lorizio sul nuovo programma di Spiriteco, la nuova striscia dedicata alla spiritualità contemporanea. […] lei come direttore dell’Ufficio Cultura del Vicariato di Roma ha voluto stimolare, dal titolo “È ancora tempo di guerra giusta?” che l’ha vista dialogare con il giornalista Marco Da Milano, ha spiegato che, se anche solo nel secolo scorso nel catechismo la guerra giusta era ammessa, oggi lo sviluppo della dottrina cattolica ha portato a ben altre riflessioni, come sta cambiando la Dottrina e perché?…continua la lettura
https://thedailycases.com/intervista-a-mons-giuseppe-lorizio-direttore-dellufficio-cultura-del-vicariato-di-roma-interview-with-msgr-giuseppe-lorizio-director-of-the-culture-office-of-the-vicariate-of-rome/