
martedì 24 ottobre 2023 dalle 17:10 alle 18:40 (Attività organizzata dal Master in Scienza e Fede, dell’URPA)

martedì 24 ottobre 2023 dalle 17:10 alle 18:40 (Attività organizzata dal Master in Scienza e Fede, dell’URPA)
Relazione del prof. Marco Staffolani 9 Settembre 2023, vicedirettore uff. Cultura di Roma, prof. alla pontificia Università Lateranense – Aula conferenze, Santuario Divino Amore – Roma. Aggiornamento per gli IdR. In collaborazione con uff. Scuola, direttore prof. Rosario Chiarazzo

“Fede e letteratura: il caso Manzoni a 150 anni dalla morte”, convegno organizzato dalla diocesi di Roma presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, 10 Ottobre 2023.
Introduzione e coordinamento del Professor Rosario Chiarazzo, Direttore dell’Ufficio Scuola.
Saluto del Cardinal Vicario Angelo De Donatis.
Relazione: Manzoni: il male, la grazia, il perdono” del Cardinale Gianfranco Ravasi
“Addio monti…”: Lettura con la voce di Isabel Russinova (musiche Fabio Lombardi).
Relazione “I Promessi Sposi a scuola. Le ragioni di un classico”: Professor Vincenzo Jacomuzzi.
Conclusioni del Professor Giuseppe Lorizio, Direttore dell’Ufficio Cultura

Fede e Letteratura, il caso Manzoni a 150 anni dalla morte – Evento alla Pontificia Università Lateranense. Relatori Card. Ravasi, prof. Jacomuzzi. Introduce prof. Chiarazzo Uff. Scuola, Conclusioni prof. Lorizio 10 Ottobre 2023
Un autore e un romanzo che continuano a parlare a ogni uomo, non solo per la lingua italiana d’eccellenza ma anche e soprattutto per i contenuti universali. Sebbene pubblicato nel 1827, “I promessi sposi” risultano infatti essere «una testimonianza letteraria e di vita che interpella tutti, non solo i credenti». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis ha definito la più celebre opera manzoniana nel suo saluto che ha aperto “Fede e letteratura: il caso Manzoni a 150 anni dalla morte”, l’appuntamento formativo.. Continua lettura su Romasette.it

Giuseppe Lorizio, Convegno ecclesiale diocesano – 6 ottobre 2023 – Scalea

[…] Tutti abbiamo incrociato l’opera dell’autore milanese sui banchi di scuola e non possiamo dimenticare figure emblematiche come don Abbondio, la monaca di Monza, l’Innominato, il cardinale Federico e ovviamente Lucia, Agnese e Renzo – riflette monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura -. Ma questo ricordo è quello di un peso che nostro malgrado abbiamo dovuto portare o di una ricchezza che abbiamo acquisito? [… il prof. Chiarazzo aggiunge] «tutta l’opera manzoniana, in quanto parte essenziale del ricco patrimonio storico-culturale italiano, è uno strumento straordinario per cogliere una specifica modalità di declinare i valori che promanano dalla tradizione cristiana, e per riflettere in termini essenziali sul rapporto tra letteratura e fede».
Continua lettura su Romasette.it 5 Ottobre 2023 (articolo di Michela Altoviti)
Evento Manzoni! Prenota il tuo posto all’aula Magna della Pontificia Università Lateranense – 10 Ottobre ore 17.00 a ROMA (Evento in presenza, Per i non IDR, nell’iscrizione usare: docente/educatore – università – docente universitario)
L’evento romano “Fede e Letteratura, il caso Manzoni a 150 anni dalla morte”: tra i relatori, il Card. Ravasi. Prevista anche Isabel Russinova che sulle musiche di Fabio Lombardi intratterrà il pubblico con un pezzo classico del Romanzo: Addio Monti.

Relazione del Prof. Giuseppe Lorizio – XXII Corso dei Simposi Rosminiani: Antonio Rosmini e le ontologie contemporanee – Stresa 23-26 agosto 2022
È proprio il riferimento cristologico e trinitario a consentire il superamento della formula catechistica in cui Dio si identifica con «l’Essere perfettissimo, creatore e signore del cielo e della terra», determinando l’urgenza di rinominare l’Eterno, non solo alla luce dell’atto di essere, ma soprattutto in quella dell’actus amandi.
Non si tratta infatti di “pensare Dio senza essere”, secondo la formula di Jean-Luc Marion, ma di adorarlo oltre l’essere, attingendo e sperimentando la sua stessa essenza, che è l’amore agapico. L’urgenza di denominare Dio assume a questo punto la forma di un rinominarLo, che alla luce dell’atto di essere, si può esprimere nel nesso fra ontologia e teologia alla luce non tanto dell’actus essendi quanto dell’actus amandi.