Il contesto traumatico che stiamo abitando, risulta anche problematico per quanto riguarda la Chiesa e la sua presenza nel mondo. Proprio per questo interpello e cerco di parafrasare un testo paradigmatico del beato Antonio Rosmini Serbati, Delle cinque piaghe della santa chiesa, pubblicato nella forma ultima voluta dall’Autore a cura di Nunzio Galantino per i tipi della San Paolo nel 1997, a duecento anni dalla nascita del pensatore roveretano. L’attualità di queste pagine mi sembra fin troppo evidente.
Riportiamo le risposte dei lettori e le considerazioni di Marco Tarquinio direttore di Avvenire riguardo al tema “Fede e Fase 2” del 29/04/2020, in cui è presente un sereno dibattito ispirato anche dal precedente articolo del prof. Lorizio del 28/04/2020
Il tema non è solo politico, né di compromessi più o meno accettabili da entrambe le parti, la questione è filosofica e teologica: chi decide del culto? Nell’orizzonte del sovranismo assolutista, così come espresso in uno dei testi fondativi dello stato moderno, ossia il Leviatano di Thomas Hobbes, la fede è una questione del tutto privata e quindi, diremmo, assegnata al “foro interno”, mentre il culto, avendo a che fare con la socialità, è sottoposto al sovrano, non importa se democratico o totalitario: è comunque LUI che decide della religione/i, delle sue espressioni e delle sue forme. Finché quanto l’autorità ecclesiastica decide e gestisce è in sintonia con la sovranità civile, va tutto bene, nessuno si lamenta e viviamo tutti felici e contenti, quando invece il ministero pastorale delle chiese reclama la propria autonomia in contrasto coi governi cosiddetti civili, allora sorge il conflitto, quale quello cui stiamo assistendo. Si tratta da un lato di quella che veniva denominata “religione civile”, dall’altro della “minoranza creativa”, i cui diritti dovrebbero essere riconosciuti e tutelati laicamente, a meno che chi governa la società civile non si arroghi anche potere sulla sfera religiosa e cultuale.
Riflessione sulla risurrezione, accompagnata da un estratto del cartone animato La gabbianella e il gatto (in ricordo dello scrittore Luis Sepulveda che ci ha lasciato il 16 Aprile 2020) e dalla musica di G. Mahler sinfonia n.2 (movimento V). Riflessione tratta dalla lezione di Teologia Fondamentale del prof. Lorizio del 21/04/2020.
Riflessione sulla risurrezione, accompagnata dalla musica di G. Mahler sinfonia n.2 (movimento IV). Riflessione tratta dalla lezione di Teologia Fondamentale del prof. Lorizio del 15/04/2020.
Riflessione sulla risurrezione, accompagnata dalla musica di G. Mahler sinfonia n.2 (movimenti I, II, III). Riflessione tratta dalla lezione di Teologia Fondamentale del prof. Lorizio del 14/04/2020.
La reclusione forzata di questi giorni ci costringe a cambiare il nostro rapporto con la rete e con i mezzi informatici. Salutare i nipoti, ordinare la pizza, riscuotere la pensione, sostenere l’esame di tesi, cantare il nostro essere italiani… ogni azione è passata attraverso un canale digitale prima di arrivare al suo destinatario umano. E se questo virtuale ci ha permesso nel tempo della precarietà di supplire all’incontro reale, abbiamo compreso quanto il reale sia specifico e caratteristico del nostro essere umani.
Anche il tempo libero è passato in modo differente. La passeggiata quotidiana, quella che ci permetteva di evadere dalle quattro mura (e forse anche dalle nostre relazioni familiari non perfette) si è trasformata nelle navigazioni web più disparate. Ci siamo accorti che la rete è un grande supermercato pieno di ogni bene (virtuale) e che pur avendo tanto tempo a disposizione per l’esplorazione del www, questo non bastava comunque.
«L’innovazione digitale […] incide sul nostro modo di comprendere il mondo e anche noi stessi. È sempre più presente nell’attività e perfino nelle decisioni umane, e così sta cambiando il modo in cui pensiamo e agiamo. Le decisioni, anche le più importanti come quelle in ambito medico, economico o sociale, sono oggi frutto di volere umano e di una serie di contributi algoritmici. L’atto personale viene a trovarsi al punto di convergenza tra l’apporto propriamente umano e il calcolo automatico, cosicché risulta sempre più complesso comprenderne l’oggetto, prevederne gli effetti, definirne le responsabilità» (Papa Francesco discorso ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, 28 Febbraio 2020)
Inauguriamo oggi una piccola rubrica chiamata “l’immagine del mese”. Ci proponiamo di commentare e riflettere su un’immagine legata alla spiritualità cristiana.
Oggi presentiamo il sarcofago detto “di Stilicone” e le parole di Benedetto XVI che nella Spe Salvi fa riferimento alla figura di Cristo filosofo, la stessa usata nei sarcofaghi degli inizi del cristianesimo.
L’immagine principale [del retro del sarcofago] è costituita, […] dalla raffigurazione del collegio apostolico; al centro sta Cristo, senza barba e con capelli lunghi, seduto in trono; tiene un libro nella mano sinistra e con la mano destra fa il gesto della parola.