La teologia e il rischio della «privatizzazione della fede»

Articolo di Michela Altoviti, in merito alla lectio magistralis del prof. Giuseppe Lorizio “Dimensione culturale, pubblica e politica della fede cristiana”, su Romasette 19 Aprile

Sono gli spazi aperti della cultura e della società civile quelli che la «teologia inquieta e inquietante» deve toccare e raggiungere, al di là dei soli contesti accademici, al fine di «realizzare il suo compito: risvegliarci dal sonno dogmatico» ed essere quindi «dinamica per la comunità». Monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura e già docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense, ieri, 18 aprile, con la lectio magistralis tenuta nella Sala della Conciliazione del Palazzo Lateranense in occasione della sua nomina a membro ordinario della Pontificia accademia teologica (Path), ha ribadito l’importanza di sviluppare e attuare una «teologia del contesto» perché «è dall’evento che nasce la riflessione». continua lettura su Romasette

Passiamo dalla deterrenza alla convivenza

All’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, il cardinale gesuita Jean Danielou pubblicava un pamphlet che mi fece da viatico mentre muovevo i primi passi negli studi teologici, si intitolava La cultura tradita dagli intellettuali (Rusconi, Milano 1974). Le cause del tradimento venivano individuate in tre aspetti di quella che l’Autore riteneva fosse la “cultura dominante”, ovvero lo scientismo positivista, il soggettivismo individualista e lo storicismo immanentista. Se da un lato la possibilità di uscire dal tunnel veniva intravista in un recupero della metafisica, tanto bistrattata anche fra i credenti, con grande disappunto di Danielou, dall’altro egli denunciava la superficialità del modo di vedere e pensare dei cristiani del suo tempo. Facilmente immaginabile cosa direbbe di noi cinquant’anni dopo. La questione di quello che definisce l’affievolimento della fede consiste anche nella mancanza di consapevolezza del suo essere «vitale per la civiltà: noi non siamo responsabili soltanto della salvezza eterna. Noi siamo responsabili anche della città terrena, perché attraverso la città terrena si costruirà la vocazione eterna». continua lettura su Avvenire 8 Aprile 2024

Intervista al Professor Giuseppe Lorizio sul nuovo programma di Spiriteco, la nuova striscia dedicata alla spiritualità contemporanea

Intervista al Professor Giuseppe Lorizio sul nuovo programma di Spiriteco, la nuova striscia dedicata alla spiritualità contemporanea. […] lei come direttore dell’Ufficio Cultura del Vicariato di Roma ha voluto stimolare, dal titolo “È ancora tempo di guerra giusta?” che l’ha vista dialogare con il giornalista Marco Da Milano, ha spiegato che, se anche solo nel secolo scorso nel catechismo la guerra giusta era ammessa, oggi lo sviluppo della dottrina cattolica ha portato a ben altre riflessioni, come sta cambiando la Dottrina e perché?…continua la lettura
https://thedailycases.com/intervista-a-mons-giuseppe-lorizio-direttore-dellufficio-cultura-del-vicariato-di-roma-interview-with-msgr-giuseppe-lorizio-director-of-the-culture-office-of-the-vicariate-of-rome/

Presentazione del Libro ISKRA

Presentazione del Libro ISKRA, di Gloria Vocaturo

Saluti di Padre Leonello Lèidi, rettore della Scala Santa. Interverranno P. Marco Staffolani, vicedirettore dell’uff. Cultura Diocesi di Roma, Anna Mazzone giornalista Tg2. Sabato 16 Marzo presso Pontificio Santuario Scala Santa – Entrata Teatro Basilica Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma.

Dalla quarta di copertina
ISKRA di Gloria Vocaturo Castelvecchi Editore

Iskra si immette nel dolore di un popolo, in una fratellanza separata dall’arroganza economica e militare. Il conflitto Russo-Ucraino è nella matrice del romanzo, ma diventa nello stesso tempo pretesto per contestare tutte le guerre, fatte passare per azioni necessarie al raggiungimento della Pace.

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“Dune” (2): il duro cammino nel deserto

Tutti fermi di fronte al cinema di Villeneuve che ipnotizza! Maestoso. Lunghi silenzi, dialoghi circostanziati, musiche solenni, una fotografia essenziale. Personaggi la cui sagoma si aggiunge al profilo di una duna controluce, ai riflessi dell’acqua custodita nelle profondità dei rifugi Fremen, o ancora i primi piani dei martellatori che battono il tempo e richiamano i vermi giganti a far piazza pulita degli Harkonnen che si avventurano nel deserto. Spettacolo! Cosa fa la differenza in questo cinema oltre all’effetto wow che rallenta la masticazione del pop corn? continua a leggere di Marco Staffolani, su settimananews.it 14 Marzo

La teologia “porosa” come chiave di lettura

La teologia “porosa” come chiave di lettura… su Romasette di Michela Altoviti 29 Febbraio 2024

Etimologicamente, “che consente un passaggio”, conducendo al di là, dunque. Questa è la teologia “porosa” alla quale ha cercato di guardare nella sua attività e con la sua produzione monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura e già docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense, a cui, in occasione dei suoi 70 anni, è stata dedicata la miscellanea di studi “Elogio della porosità. Per una teologia con-testuale”, presentata ieri sera, 28 febbraio, nella sede dell’editore Studium, a due passi da piazza Cavour. continua lettura