Dibattito. Filosofia e teologia in crisi? La soluzione è un reciproco sostegno –

Cari amici, dopo gli auguri, ecco nuova cultura:
Pubblichiamo alcuni passaggi del contributo di Adriano Fabris al volume Elogio della Porosità. Per una teologia con-testuale, miscellanea di studi per Giuseppe Lorizio curata dai teologi Sergio Gaburro e da Antonio Sabetta per le edizioni Studium. (Da Avvenire Agorà 10 Gennaio …)

Oggi la situazione in cui si trovano filosofia e teologia è quantomeno problematica. Tale problematicità dipende da una mentalità comune ormai consolidata. Dipende dalla situazione in cui per lo più ci troviamo a vivere e a pensare: una situazione in cui gli spazi sia per una riflessione filosofica, sia per un discorso teologico sono sempre più ridotti. Viviamo in un’epoca nella quale altre forme di sapere sono privilegiate. Si tratta per lo più di forme che fanno riferimento al modello della conoscenza scientifica e che a sua volta è sinergico alle procedure messe in atto dagli sviluppi tecnologici, fino al punto di esserne, a sua volta, addirittura guidato. In questo quadro per l’indagine filosofica, così come per la ricerca teologica, l’alternativa sembra essere soltanto quella o di adattarsi a tale modello di sapere, oppure di difendere conservativamente, finché ciò risulta possibile, alcuni spazi di agibilità che a entrambe le discipline erano garantiti nel passato…continua su avvenire …

https://www.avvenire.it/agora/pagine/filosofia-e-teologia-in-crisi-la-soluzione-e-un-reciproco-sostegno

Laterano: kerygma e kairoi di una teologia inquieta

…Quella messa in campo nel convegno [ L’annuncio del Vangelo nel presente della storia, alla pontificia Università Lateranense] è stata una teologia ellittica, articolata attorno a due fuochi, il kerygma, il primo annuncio che rimane come fondamento, e il kairos, che considera ogni tempo/contesto come opportuno, con le sue istanze e provocazioni. Ciò che ne consegue è un pensiero inclusivo, tanto che dobbiamo considerare i bordi dell’ellisse come sfumati…
continua la lettura Di Marco Staffolani su Settimananews.it 14 dicembre 2023

L’annuncio del Vangelo nel presente della storia. Convegno alla Lateranense

“La teologia è chiamata a prendere l’iniziativa e a mettersi in strada per uscire e annunciare la cura per le ferite dell’umanità sofferente che vive, tante volte, un presente senza un orizzonte di senso e di vita. La teologia è chiamata a porsi in una condizione liminare e di confine, a mettersi in ascolto – come Paolo ad Atene – delle domande nel tempo dell’uomo – che si fa storia – e rendere credibilmente ragione della speranza, di quel motivo dotato di senso che fa della fede il centro e la forma della vita”.

In questo orizzonte nasce l’esigenza di una prospettiva “kerigmatico-kairologica” che da un lato rifletta speculativamente sul fondamento della fede, ovvero la rivelazione di Dio nel Suo compimento escatologico in Gesù Cristo, crocifisso e risorto, che effonde la pienezza dello Spirito Santo – come attestato nel Vangelo – e dall’altro si preoccupi di tradurre credibilmente e di rendere efficacemente tale rivelazione la “stella di orientamento dell’uomo” culturalmente collocato nei contesti odierni.

AVVISO PER GLI STUDENTI DELLA FACOLTÀ DI TEOLOGIA

Si avvisano tutti gli studenti della Facoltà di Teologia che, mercoledì 29 novembre in occasione del Convegno, le ore di lezione saranno sostituite dalla partecipazione all’evento.

Ritorno del (al) Barocco anche in teologia?

Dalla prefazione di Giuseppe Lorizio al volume di Rocco Salemme: DE FIDE. Rinnovamento culturale e sviluppo teologico del Tractatus oltre la metà del secondo millennio cristiano. Cittadella, 2023, pp. 600.

Il lettore che, magari incuriosito dal titolo, avrà l’ardire di prendere fra le mani questo libro e non vorrà limitarsi a sfogliare/annusare le sue pagine, si ritroverà proiettato in un altro mondo e in un’altra epoca, come se si fosse lasciato guidare da una sorta di macchina del tempo, tale da provocare una sorta di estraneazione dal presente, in cui è chiamato a vivere il quotidiano. Possiamo paragonare la compagnia di questo testo a una promenade fra le vie del centro storico di una meravigliosa Lecce, se non di quella Roma barocca tanto fotografata da turisti più distratti che pensosi. Niente paura: in qualsiasi momento egli potrà abbandonare il veicolo, decidere di scendere e pentirsi di aver acquistato e aperto un testo tanto controcorrente da apparire, soprattutto in certi passaggi, urticante per quel “pensiero unico”, che domina non solo la cultura diffusa, ma in molti casi la stessa teologia contemporanea, poco disponibile a sopportare, tanto meno a supportare, chi osi avanzare pensieri e prospettive diverse, se non alternative, rispetto al mainstream dominante.

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