Filosofare nella fede

Il viandante pensoso che si reca in pellegrinaggio a Elea/Velia, perché custodisce uno stato d’animo metafisico, che la cultura dominante ritiene obsoleto e da relegare nel passato, deve attraversare la porta arcaica prima di superare l’arco a tutto sesto più antico che la storia conosce (detto “porta rosa”). La porta, metafora dell’attraversamento, si rinviene nell’incipit del poema parmenideo (fr. 1, Sulla natura): «la porta dei sentieri della Notte e del Giorno […], attraverso la quale diritto per la strada le fanciulle guidarono carro e cavalle. E la Dea di buon animo mi accolse […]». (di Giuseppe Lorizio su Dialoghi 2022/3 pp 94ss)

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Tornare al gusto del pane

Commento del prof. Giuseppe Lorizio a radio Vaticana 25 Settembre 2022.

Si parla del Congresso Eucaristico di Matera (22-25 Settembre), della Economia di (S.) Francesco (d’Assisi) 22-24 Settembre, e del Vangelo sul ricco epulone e il povero Lazzaro (25 Settembre, XXVI domenica del tempo ordinario). Nel commento si evincono le seguenti dimensioni: del significato (strumentale) della ricchezza, della logica del sorriso nelle difficoltà sull’esempio del papa, dell’Economy of Francesco come di un processo avviato e (felicimente) irreversibile, della nudità del “povero” come luogo teologico, della “scomodità” della vita eucaristica, della condivisione del proprio tempo personale, di come animare di speranza la propria responsabilità democratica (nel giorno del 25 Settembre gli italiani sono chiamati alle elezioni per rinnovare il loro parlamento).

La morte (non) è una livella

Esequie reali e fosse comuni belliche. La morte (non) è una livella (da Avvenire.it 20 Settembre 2022).

Caro principe de Curtis, o, meglio, caro Totò, ci hai insegnato, in una tua mirabile poesia, che la morte è una livella: « A morte ’o ssaje ched’e?…è una livella. ’Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo, trasenno stu canciello ha fatt’o punto c’ha perzo tutto,’a vita e pure ’o nomme: tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?’ (…Un re, un magistrato, un grand’uomo, passando questo cancello, ha fatto il punto che ha perso tutto, la vita e pure il nome: non ti sei fatto ancora questo conto?). Eppure, a cosa stiamo assistendo mentre ci affacciamo sui media? Da un lato un fastoso funerale, preceduto da giorni e giorni di pellegrinaggio per salutare una regina, tanto amata non solo dal suo popolo (è tornata spesso l’orribile parola ‘sudditi’), dall’altro le tombe comuni di centinaia di vittime della guerra. Lì i potenti del mondo, qui la fatica di quanti cercano di dare un nome alle vittime. continua la lettura su Avvenire.it 20 settembre

FANTASY / F4NT4SCIENZ4 all’intersezione tra scienza tecnologia e teologia – VIDEO

Evento in collaborazione con Nuovo Sefir
Programma Venerdi 17 Giugno 2022
17:00 Introduzione
17:15 Relazione – Marco Staffolani, C. P.- Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense (Città del Vaticano)
18:15 Dibattito – 19:00 Chiusura dei lavori

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Pensare la scienza (rassegna stampa)

Riproponiamo alcuni articoli in merito al dialogo tra teologia e scienza apparsi negli ultimi giorni nel blog. Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo il cosmo sorprende. La teologia e la scienza sono chiamate ad entrare in dialogo per dare risposte competenti e aperte alla meraviglia che il mondo suscita agli occhi di tutti, credenti e non.

Dal neutrino al multiverso: così la fisica nutre la teologia

Nella temperie culturale che siamo chiamati a abitare con la nostra teologia, anche se non sempre e ovunque, ma certamente spesso e diffusamente, si registrano scissioni letali tanto per il sapere della fede quanto per il pensiero laico. In questa sede mi preme puntare il dito sulla separazione della metafisica dalla fisica, da cui invece dovrebbe trarre le mosse, situandosi in un oltrepassamento che comprende l’attraversamento e, contestualmente, della teologia dalla metafisica, con conseguenze devastanti per entrambi gli approcci al mistero di Dio, del mondo e dell’uomo. Assumendo il punto di vista della teologia, provo a inserirmi in questo possibile dialogo fra scienza e fede, cercando di individuare e di indicare alcune finestre che la scienza della fede dovrebbe aprire per rinfrescare le proprie stanze disciplinari con l’aria fresca della fisica contemporanea… Continua su Avvenire.it Giuseppe Lorizio 12 Maggio

Due grandi rivoluzioni…

All’inizio del 1900 due grandi rivoluzioni, quella relativistica e quella quantistica hanno attraversato la scienza, e la loro conciliazione, in una nuova e grande teoria unificata, è ancora in corso d’opera a più di 100 anni. Si legge nel libro di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, ciò che questo comporta in uno studente che non adotti al riguardo una “prospettiva paradossale”: «Uno studente universitario che assista alle lezioni di relatività generale il mattino e a quelle di meccanica quantistica il pomeriggio non può che concludere […che] la mattina, il mondo è uno spazio curvo dove tutto è continuo; [e che] il pomeriggio, il mondo è uno spazio piatto dove saltano quanti di energia». La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente che il non credenteContinua su Famiglia Cristiana.it, di Marco Staffolani 20 Maggio 2022

Teologia e scienza: un dialogo possibile?

Nel capitolo 18esimo del libro divulgativo di Roberto Battiston, La prima alba del cosmo leggiamo: «Sulle origini e l’evoluzione dell’universo dobbiamo evitare di cadere nel classico errore dell’ubriaco, che si mette a cercare le chiavi sotto il lampione, pur avendole perse altrove, solo perché quella zona è l’unica a essere illuminata. […] Il fatto è che le prime stelle e supernove costituiscono in effetti la parte visibile del lavorio incessante della gravità a tutte le scale. Ma nel cosmo vi è molto di più. Vi sono delle parti invisibili, altrettanto, se non più, importanti, che è necessario prendere in esame se vogliamo capire in che modo l’universo è evoluto fino ai nostri giorni».

La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente sia il non credente. Ad entrambi essa chiede una spiegazione su fatti che vanno contro l’intuizione giornaliera o che ci sfuggono e siamo soliti mettere nella categoria mistero. Ma tale categoria, prima che a fatti singoli stupefacenti, si riferisce a realtà di carattere molto generale, in primis a tutta la nostra esistenza che, se indagata nel profondo, ci lascia sempre a bocca aperta. Continua su SettimanaNews.it, di Marco Staffolani,18 Maggio 2022

Pentecoste. Ora la vocazione all’universalità guidi i cristiani fuori dai conflitti

Il contesto di guerra chiede alle Chiese di avviare un percorso «cattolico» piuttosto che il loro identificarsi con espressioni nazional-popolari, etniche e identitarie in senso fondamentalista

Non mi sembra ci sia da esultare in campo cristiano allorché si apprendono notizie di divisione, come quella della Chiesa ortodossa ucraina dalla russa e il più recente distacco degli ortodossi ucraini-russi dalla Chiesa cui erano uniti fino a non molto tempo fa. Ogni divisione lacera la tunica inconsutile del Cristo, che rappresenta la Chiesa e dunque va chiamata per quello che è: una ferita. Questi recenti eventi pongono la domanda: a quale cristianesimo giova il suo nazionalizzarsi? E questo proprio nella convinzione che la nota della ‘cattolicità’, la quale, insieme all’’unità’, alla ‘santità’ e all’’apostolicità’, va attribuita, sebbene in maniera differenziata, a tutte le Chiese, non solo a quella romana, non possa eludersi, se non altro nell’attuale contesto geo-politico o geo-teologico, almeno come tensione ovvero dinamismo cui quotidianamente allenarsi. [… di Giuseppe Lorizio 4 giugno 2022 Continua lettura su Avvenire.it]