De fide…di Rocco Salemme

È il noto teologo Giuseppe Lorizio a introdurre questo volume, che costituisce l’esito della ricerca dottorale di Rocco Salemme, docente di IRC al servizio della diocesi di Roma, riconoscendone il pregio di aver con essa evocato un «ritorno del Barocco». Attraverso questo lavoro, l’A. ha concretizzato il proposito di esaminare argomentazioni che la dottrina sulla virtù teologale della fede ha presentato, circoscrivendo cronologicamente l’analisi dall’epoca moderna ai nostri giorni. Questo periodo storico costituisce, infatti, una precisa scelta ermeneutica di campo: lo studio della virtù della fede viene analizzato e interpretato alla luce del contesto della Riforma protestante.

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Recensione di Fernando Chica Arellano su Civiltà Cattolica Quaderno 4176 – pag. 613 – 614

Teleios … e alcuni pregiudizi verso la tecnologia

«Fin dove è giunta la riflessione sull’essenza della tecnologia? È opportuno porsi l’interrogativo sull’essenza della tecnologia oppure è sufficiente concentrarsi sulla già molto dibattuta tecnoetica? E per coloro che preferiscono lo sguardo mistico rispetto a quello etico v’è forse qualche traccia di una mistica della tecnologia?» (tratto dall’Introduzione di Teleios…). Sono questi gli interrogativi che si sono posti di fronte i nostri autori. Da un lato, Vaccaro balbettando dapprima qualche idea sull’essenza e sulla mistica della tecnologia, per poi cercare di trascendere quei pregiudizi che normalmente ne ostruiscono la via. Dall’altro, Staffolani, tentando di rassicurare e aggiornare il lettore su alcuni sviluppi della teologia contemporanea.
continua lettura della recensione al Libro: A. Vaccaro, M. Staffolani, Teleios, o i sette pregiudizi sulla tecnologia, Le lettere 2023, su Ricerche Teologiche, 2024/1 di Simone Billeci.

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Fede in Cristo, dinamismo che implica comunione

di Marco Staffolani, RomaSette 9 Giugno 2024

Nel credo niceno costantinopolitano l’articolo di fede dedicato a Gesù Cristo è molto corposo. Constatiamo in esso un doppio movimento, previsto nel progetto di Dio a favore dell’umanità, che dice anche la comunione di volontà tra il Padre e il Figlio obbediente, incastonato nella formula “…discese dal cielo… ” ed “… è salito al cielo…”. Si tratta dell’abbassamento e dell’esaltazione della Seconda Persona della Trinità, mediatore tra Dio e gli uomini, e liturgicamente parlando della parabola che si instaura tra il periodo del “tempo di Natale” e quello “di Pasqua”.

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Vigilanza non è ingerenza

«A volte ritornano!», ci sarebbe da chiosare. E in questi giorni ritorna l’accusa ai vescovi italiani di invadere il campo della politica e della società civile in nome di una presunta laicità, intesa come neutralità, che dovrebbe lasciare libero il campo a qualsiasi proposta possa essere avanzata e sottoposta alla maggioranza. Coloro che lanciano questa accusa in fondo rispondono a due derive della fede cristiana, spesso sbandierata (e qui sì che ci si può appellare all’ingerenza) per accalappiare voti e votanti. continua lettura su settimananews.it, Articolo di Giuseppe Lorizio 6 Giugno 2024