Di che cosa è pieno il vuoto?

di Marco Staffolani, su SettimanaNews IL vuoto dei fisici non è il nulla dei filosofi. La fisica degli ultimi anni ci insegna che nella realtà degli esperimenti pensare che vi possa essere un nulla assoluto, o uno spazio completamente vuoto, è alquanto difficile. Il «vuoto» ha sempre creato «problemi» nel corso della storia: l’espressione latina horror vacui indicava la posizione aristotelica per cui «la natura rifugge il vuoto» (natura abhorret a vacuo), tanto che, per il maestro di Stagira, ogni gas o liquido tende costantemente a riempire di sé ogni spazio, evitando così di lasciarne porzioni non occupate. continua la lettura su settimananews

Ritorno ad Aparecida? Un’ermeneutica del presente

di Giuseppe Lorizio su settimananews.it 5 luglio 2023

In questi ultimi giorni la teologia si è sentita particolarmente interpellata da due fatti che mostrano, qualora ve ne fosse bisogno, quello che uno dei più grandi teologi del XX secolo, Henri Marie de Lubac, chiamava “il paradosso della Chiesa”.

Giorni or sono abbiamo appreso, non senza costernazione, il fatto che ad uno stimato collega, come Martin M. Lintner, dal Dicastero (che brutta parola per un organismo ecclesiale) per la Cultura e l’Educazione è stata vietata la nomina a preside dello Studio Accademico Teologico di Bressanone, per la quale era stato eletto dagli organi collegiali di quella istituzione.

Motivazioni e loro trasparenza non pervenute, se non in termini tanto generici quanto irrisibili. Ciò che dovrebbe far sorridere, ma di fatto inquieta, è il fatto che una tale sorte era toccata al neo-prefetto di quello che, alla luce della Praedicate Evangelium, si denomina oggi “Dicastero per la Dottrina della Fede”.

Infatti, gli era stata a suo tempo negata la possibilità di accedere al ruolo di Rettore dell’Università cattolica argentina, nulla osta successivamente concesso si ipotizza per intervento del primate di quella nazione: il cardinal Bergoglio.

Forse i casi, sono diversi, ma a nessuno sfugge l’analogia, che, come sappiamo, vede prevalere la dissomiglianza sulla somiglianza, mentre dà a pensare… continua la lettura su SettimanaNews 5 Luglio

Giubileo, invito alla speranza e alla conversione

Monsignor Lorizio all’evento “Next Roma” Illustrati alcuni progetti per la città [di Roma] verso il [Giubileo] 2025. […] Il Giubileo non riguarda soltanto i credenti, ma una città laica, multireligiosa, dove hanno sede anche la Grande Moschea e il Tempio Maggiore. L’Anno Santo deve essere vissuto davvero come Giubileo della speranza, come un invito a convertirsi, valido sia per noi credenti, per essere sempre più fedeli al Vangelo, sia per i non credenti». (di Giulia Rocchi su Romasette.it del 11 Giugno 2023)

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Dalle narrazioni al discernimento. Nella storia per la profezia.

Il cammino sinodale di quella (la Chiesa) che un mio amico diversamente credente ama chiamare la «multinazionale del conforto», non va letto e interpretato alla stregua di una «strategia aziendale» volta a migliorare il prodotto ed aumentare gli acquirenti. In particolare, riferendoci alla Chiesa italiana, siamo di fronte a tre momenti nei quali scorgiamo rappresentate le tre sezioni della Tanakh (la Bibbia ebraica), che corrispondono alle tre dimensioni della Parola di Dio: quella storico-narrativa, quella sapienziale-discernente e quella profetico-prospettica. Anche così viene ad esprimersi il radicamento fondamentale della comunità credente, chiamata ad assumere la Rivelazione come orientamento, lasciandosi guidare da quella «stella della redenzione» (Franz Rosenzweig) alla quale è rivolto il suo sguardo ed è indirizzato il suo percorso.
continua lettura dell’art. di Giuseppe Lorizio su Avvenire.it 28 Maggio 2023 https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/nella-storia-per-la-profezia