La sentenza Usa. Lucidità e coraggio per ricentrare sulla persona il tema dell’aborto – prof. Giuseppe Lorizio su Avvenire 1 Luglio 2022

Il prof. Giuseppe Lorizio interviene nell’editoriale apparso su Avvenire 1 luglio 2022, memoria del beato Antonio Rosmini, nel dibattito su diritto e aborto.

Sarebbe stupido da un lato stracciarsi le vesti, dall’altro cantare vittoria di fronte alla sentenza della Suprema Corte degli Usa in materia di aborto. Chi si straccia le vesti stenta a comprendere che la morte non può mai, dico mai, essere un diritto, perché i diritti si generano dalla vita. Chi canta vittoria non comprende aspetti della questione, che devono comunque interpellare il legislatore laico.

Ecco perché, come è stato detto subito su queste pagine e come viene argomentato da più parti in campo cattolico italiano, vanno aperti dialogo e dibattito, a partire da alcune prospettive fondamentali, che interpellano la legge 194 (22 maggio 1978) e ne propongono una attenta verifica… Continua lettera su Avvenire.it

Per il riferimento a Norberto Bobbio rimandiamo a questo articolo di Claudio Magris

FANTASY / F4NT4SCIENZ4 all’intersezione tra scienza tecnologia e teologia – VIDEO

Evento in collaborazione con Nuovo Sefir
Programma Venerdi 17 Giugno 2022
17:00 Introduzione
17:15 Relazione – Marco Staffolani, C. P.- Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense (Città del Vaticano)
18:15 Dibattito – 19:00 Chiusura dei lavori

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Università: in presenza, a distanza, mista?

[…] L’avventura del Covid sembra aver fornito l’occasione effettiva (e la necessità stringente), di fruire di nuove possibilità che ci chiedono un intero ripensamento della didattica e del suo linguaggiocontinua a leggere su settimananews.it

L’articolo intende suscitare un dibattito fra docenti e studenti delle Università sul futuro della didattica, onde non tornare semplicemente al pre-Covid. Invitiamo quanti hanno a cuore il tema a inserire commenti sul sito di Settimananews

Atto di Riconoscenza PUL 14 Giugno 2022 per i professori della teologia interconfessionale

Il Rettore Magnifico Vincenzo Buonomo e il Gran Cancelliere Card. Angelo De Donatis hanno voluto riconoscere il lavoro svolto dai proff. Marani, Ivanov, Vogel, Noffke, Battocchio, Blaumeiser, Farrugia, Ferrario, Green, Kelli e Petrà, consegnando loro una medaglia raffigurante l’effige di Benedetto XVI e la forma stilizzata della Biblioteca PUL. A questi professori va il nostro grazie per il loro impegno.

Pensare la scienza (rassegna stampa)

Riproponiamo alcuni articoli in merito al dialogo tra teologia e scienza apparsi negli ultimi giorni nel blog. Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo il cosmo sorprende. La teologia e la scienza sono chiamate ad entrare in dialogo per dare risposte competenti e aperte alla meraviglia che il mondo suscita agli occhi di tutti, credenti e non.

Dal neutrino al multiverso: così la fisica nutre la teologia

Nella temperie culturale che siamo chiamati a abitare con la nostra teologia, anche se non sempre e ovunque, ma certamente spesso e diffusamente, si registrano scissioni letali tanto per il sapere della fede quanto per il pensiero laico. In questa sede mi preme puntare il dito sulla separazione della metafisica dalla fisica, da cui invece dovrebbe trarre le mosse, situandosi in un oltrepassamento che comprende l’attraversamento e, contestualmente, della teologia dalla metafisica, con conseguenze devastanti per entrambi gli approcci al mistero di Dio, del mondo e dell’uomo. Assumendo il punto di vista della teologia, provo a inserirmi in questo possibile dialogo fra scienza e fede, cercando di individuare e di indicare alcune finestre che la scienza della fede dovrebbe aprire per rinfrescare le proprie stanze disciplinari con l’aria fresca della fisica contemporanea… Continua su Avvenire.it Giuseppe Lorizio 12 Maggio

Due grandi rivoluzioni…

All’inizio del 1900 due grandi rivoluzioni, quella relativistica e quella quantistica hanno attraversato la scienza, e la loro conciliazione, in una nuova e grande teoria unificata, è ancora in corso d’opera a più di 100 anni. Si legge nel libro di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, ciò che questo comporta in uno studente che non adotti al riguardo una “prospettiva paradossale”: «Uno studente universitario che assista alle lezioni di relatività generale il mattino e a quelle di meccanica quantistica il pomeriggio non può che concludere […che] la mattina, il mondo è uno spazio curvo dove tutto è continuo; [e che] il pomeriggio, il mondo è uno spazio piatto dove saltano quanti di energia». La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente che il non credenteContinua su Famiglia Cristiana.it, di Marco Staffolani 20 Maggio 2022

Teologia e scienza: un dialogo possibile?

Nel capitolo 18esimo del libro divulgativo di Roberto Battiston, La prima alba del cosmo leggiamo: «Sulle origini e l’evoluzione dell’universo dobbiamo evitare di cadere nel classico errore dell’ubriaco, che si mette a cercare le chiavi sotto il lampione, pur avendole perse altrove, solo perché quella zona è l’unica a essere illuminata. […] Il fatto è che le prime stelle e supernove costituiscono in effetti la parte visibile del lavorio incessante della gravità a tutte le scale. Ma nel cosmo vi è molto di più. Vi sono delle parti invisibili, altrettanto, se non più, importanti, che è necessario prendere in esame se vogliamo capire in che modo l’universo è evoluto fino ai nostri giorni».

La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente sia il non credente. Ad entrambi essa chiede una spiegazione su fatti che vanno contro l’intuizione giornaliera o che ci sfuggono e siamo soliti mettere nella categoria mistero. Ma tale categoria, prima che a fatti singoli stupefacenti, si riferisce a realtà di carattere molto generale, in primis a tutta la nostra esistenza che, se indagata nel profondo, ci lascia sempre a bocca aperta. Continua su SettimanaNews.it, di Marco Staffolani,18 Maggio 2022

Pentecoste. Ora la vocazione all’universalità guidi i cristiani fuori dai conflitti

Il contesto di guerra chiede alle Chiese di avviare un percorso «cattolico» piuttosto che il loro identificarsi con espressioni nazional-popolari, etniche e identitarie in senso fondamentalista

Non mi sembra ci sia da esultare in campo cristiano allorché si apprendono notizie di divisione, come quella della Chiesa ortodossa ucraina dalla russa e il più recente distacco degli ortodossi ucraini-russi dalla Chiesa cui erano uniti fino a non molto tempo fa. Ogni divisione lacera la tunica inconsutile del Cristo, che rappresenta la Chiesa e dunque va chiamata per quello che è: una ferita. Questi recenti eventi pongono la domanda: a quale cristianesimo giova il suo nazionalizzarsi? E questo proprio nella convinzione che la nota della ‘cattolicità’, la quale, insieme all’’unità’, alla ‘santità’ e all’’apostolicità’, va attribuita, sebbene in maniera differenziata, a tutte le Chiese, non solo a quella romana, non possa eludersi, se non altro nell’attuale contesto geo-politico o geo-teologico, almeno come tensione ovvero dinamismo cui quotidianamente allenarsi. [… di Giuseppe Lorizio 4 giugno 2022 Continua lettura su Avvenire.it]