Spigolature teologiche

Recensione su Dialoghi 1/2022 di Francesco Miano del libro di G. Lorizio, Semi del Verbo, segni dei tempi, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2021.

“L’Occidente ha mietuto, macinato e divorato i semi che il cristianesimo ha diffuso. Al teologo non resta che “spigolare” […] Si tratta di un lavoro umile e che richiede di “stare” piegati sulla terra. […] Bisogna essere chini e raccolti per fare teologia oggi stando piegati sulla terra. Ciò è possibile solo se a mietere non è stata una trebbiatrice che non ha lasciato nulla sul terreno, anzi ha divorato voracemente i frutti dell’aratura e della semina. E in questo senso lo spigolare teologico si espone al rischio di restare a mani vuote. Qualora qualcosa si raccolga, è perché i semi del Verbo resistono anche alle tecniche più sofisticate e così possono essere di nuovo seminati nella storia”

[…] Con Semi del Verbo, segni dei tempi non siamo tanto in presenza di una visione teologica onnicomprensiva (anche se non mancano dimensioni e proiezioni sistematiche), ma piuttosto siamo di fronte a un concreto ed esemplare esercizio del pensare in senso teologico (e del pensare in generale), un esercizio capace di scoprire e riscoprire il valore e il senso nuovo di un ricercare che è insieme ricerca del pensare e del vivere, ricerca del pensare in profondità dall’interno della vita.

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Foundation: robot e cloni tra tentazione e libertà

Una riflessione “quaresimale”, di Marco Staffolani su settimananews.it 25/03/2022

Riflettendo sulle parole della liturgia del mercoledì delle Ceneri: «Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris», e ancora sulle tentazioni propinate a Gesù dal diavolo nel deserto, che ci fanno ben comprendere come la vita (fino alla morte) sia un combattimento dal quale non possiamo sottrarci e in cui la nostra libertà è chiamata a decidere sul rapporto con gli altri e con il divino, ci lasciamo trasportare da una narrazione, oserei dire penitenziale e ascetica, che ricaviamo da un estratto della prima stagione della serie Foundation in streaming su Apple TV+ tra settembre e novembre 2021, naturalmente ispirata dai capolavori di Asimov. Qui i tipici temi «quaresimali» che siamo abituati ad applicare ai soggetti umani, sembrano estendersi ai robot e ai cloni genetici.

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Preghiera per la Pace

Sabato 26 Marzo 9.30,

In presenza: presso la Cappella del Pontificio Seminario Romano Maggiore, Piazza San Giovanni in Laterano 4, 00184 Roma

Animeranno la preghiera un greco cattolico ucraino e un ortodosso russo, che proporranno riflessioni sulla pace ispirate dalla loro tradizione culturale e religiosa.

L’incontro sarà presieduto da Don Marco Seminara, cappellano universitario della Pontificia Università Lateranense.

L’incontro è promosso in collaborazione con i professori e gli studenti del percorso di Laurea in Scienza della Pace e del percorso di Teologia Interconfessionale, della Pontificia Università Lateranense.

Tutti sono invitati.

Kirill l’eretico, il documento firmato da molti teologi ortodossi

di Pino Lorizio su famigliacristiana.it 15/03/2022

«Condanniamo e rifiutiamo qualsiasi insegnamento che incoraggi la divisione, la sfiducia, l’odio e la violenza tra i popoli, le religioni, le confessioni, le Nazioni o gli Stati»: questo uno dei passaggi chiave della presa di posizione che marca la differenza con le giustificazioni (anche) “spirituali” e metafisiche pro-Putin elencate dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. L’analisi del teologo Pino Lorizio, della Pontificia Università Lateranense

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Non alimentiamo più questa guerra che proprio tutti stiamo già perdendo

Libertà va cercando ch’è si cara, che ben sa chi per lei vita rifiuta» (Purgatorio I, 70-
72), così Dante a proposito di Catone, che scelse la libertà piuttosto che la vita. Il dilemma e la crisi di coscienza non nascono quando da una parte c’è un valore e dall’altro un conclamato disvalore, ad esempio la pace e la guerra,
ma allorché confliggono due valori fondamentali come quelli della vita e della libertà. Ora, finché si tratta della propria vita e di metterla a repentaglio perché la mancanza di libertà si ritiene insostenibile (come per Catone), nulla o quasi da eccepire, ma se si tratta della vita degli altri, ovvero degli innocenti? Siamo così sicuri che avrebbero scelto di morire?

Di Giuseppe Lorizio su Avvenire 13 marzo 2022

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La pace è uno stile che sorge dal cuore

La polvere, il sangue, le mosche, l’odore / per strada e fra i campi la gente che muore / e tu, tu la chiami guerra e non sai che cos’è / e tu, tu la chiami guerra e non ti chiedi perché» (F. De André, “Terzo intermezzo”, dall’album Tutti morimmo a stento, 1968). Abbiamo iniziato la santa Quaresima (mercoledì 2 marzo nel rito romano, domenica 6 in quello ambrosiano) col suggestivo rito delle ceneri. A ciascuno di noi, mentre il celebrante ci cospargeva il capo di cenere, veniva ricordato: Memento homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris, «Ricordati uomo che sei polvere e in polvere ritornerai». La cenere del culto si è posta come segno di fronte alla polvere e alla cenere che le immagini televisive hanno proiettato sui nostri schermi nei reportage dall’Ucraina. Case distrutte, famiglie lacerate e divise, persone massacrate, la chiamiamo guerra e non ci chiediamo perché e vorremmo non conoscerla né sperimentarla. (di Giuseppe Lorizio su Avvenire Agorà 10/03/2022)

Il triste sermone del patriarca di Mosca

All’inizio della Quaresima ortodossa, Kirill ha appoggiato Putin, ha attaccato l’Occidente e la sua cultura tirando in ballo il gay pride e ha abbracciato una lettura fondamentalista della fede cristiana dimentico che in ogni caso la guerra uccide le persone non il peccato e per questo è sempre e comunque da condannare e respingere. La riflessione del teologo Pino Lorizio, della Pontificia Università Lateranense

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