Video del Convegno: Fede e Letteratura, il caso Manzoni a 150 anni dalla morte

“Fede e letteratura: il caso Manzoni a 150 anni dalla morte”, convegno organizzato dalla diocesi di Roma presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, 10 Ottobre 2023.

Introduzione e coordinamento del Professor Rosario Chiarazzo, Direttore dell’Ufficio Scuola.
Saluto del Cardinal Vicario Angelo De Donatis.
Relazione: Manzoni: il male, la grazia, il perdono” del Cardinale Gianfranco Ravasi
“Addio monti…”: Lettura con la voce di Isabel Russinova (musiche Fabio Lombardi).
Relazione “I Promessi Sposi a scuola. Le ragioni di un classico”: Professor Vincenzo Jacomuzzi.
Conclusioni del Professor Giuseppe Lorizio, Direttore dell’Ufficio Cultura

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Purgatorio, comprensione fuori dalla logica binaria

Verso il Giubileo, di Giuseppe Lorizio, edito su ROMA SETTE  DOMENICA 15 OTTOBRE 2023

Il Giubileo offre un’occasione preziosa di preghiera per «coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede e ora dormono il sonno della pace». Il dono dell’indulgenza, di cui ci siamo occupati nei precedenti contributi (3, 17 settembre e 1° ottobre) può essere destinato, oltre che a noi stessi, anche ai nostri cari defunti, come in- segna la dottrina cattolica. E ciò è possibile nell’orizzonte della dottrina cattolica del “purgatorio”, tema, come quello delle indulgenze, tipicamente confessionale, al quale la religiosità popolare è particolarmente affezionata, nel momento in cui rivolge il proprio pensiero e la propria orazione a quelle che chiamiamo le “anime sante del Purgatorio”. Ma di cosa si tratta in realtà? Nel 2020, in occasione della tragica morte di Kobe Bryant, un quotidiano nostrano pone una domanda che non può lasciare indifferente il teologo: «Perché su Twitter non c’è il Purgatorio?». «Perché sui social e quindi nelle nostre menti, è scomparso il Purgatorio? Se ne può par- lare oppure quando uno muore deve finire per forza in Paradiso fra i santi o all’Inferno fra i dannati? Perché non accettiamo il fatto che la vita delle persone è complessa, sfaccettata, contraddittoria a volte, e anche gli eroi possono avere una macchia?» Come noto, la dottrina del Purgatorio appartiene alla cosiddetta “escatologia intermedia”, ossia a ciò che accade dopo la morte alla persona, in attesa del giudizio universale, ovvero dell’“escatologia finale”. Si tratta di un dato di fede proprio della tradizione cattolica, laddove le altre forme di cristianesimo (protestante e ortodossa) non lo contemplano. La letteratura storiografica riconduce tale espressione di fede all’universo medievale, ma, come ci ha insegnato la grande scuola francese degli Annales, non tutto ciò che la cristianità del Medioevo ha prodotto ed espresso è da classificare come oscurantista e da rigettare in quanto tale. E neppure può essere ritenuto arbitrario. La risposta alla domanda teologica, che emerge da questa secolarizzazione dell’aldilà, mi sembra possa e debba declinarsi nei seguenti termini. Inferno e Paradiso rispondono ad una logica binaria, che è quella delle macchine e della cosiddetta intelligenza artificiale, per cui esiste solo il bene o il male, il vero o il falso, il bello o il brut- to. Ma non si tratta di una logica “umana”. Nell’umano ci sono diversi toni di grigio, tutto si mescola, tanto che diventa difficile discriminare e discernere. Discernimento che richiede fatica, competenza, dedizione. La forma cattolica della fede cristiana, in quanto “via me- dia”, assume questa visione dell’uomo e offre a chiunque una seconda possibilità. Ci chiede di purgare noi stessi dalle scorie del male, per poter attingere al vero bene. For- se non abbiamo più gli strumenti per comprendere questa logica paradossale, che si radica su una precisa antropologia. Miseria e nobiltà sono infatti dimensioni dell’umano, descritto da Blaise Pascal come una “canna pensante”, nella sua fragilità, ma anche nella sua enorme potenzialità, che risiede nell’intelligenza e nella libertà, che le sono donate. Lutero dichiarava che l’uomo, an- che redento, è allo stesso tempo peccatore e giusto (“simul iustus et peccator”), papa Francesco ci ricorda che «siamo tutti peccatori», anzi che Dio ci cerca proprio mentre siamo nel peccato, per donarci la sua misericordia. E i santi hanno avuto ed espresso sempre piena coscienza del loro essere peccatori. (1 – continua)

Manzoni fa discutere ancora!

Fede e Letteratura, il caso Manzoni a 150 anni dalla morte – Evento alla Pontificia Università Lateranense. Relatori Card. Ravasi, prof. Jacomuzzi. Introduce prof. Chiarazzo Uff. Scuola, Conclusioni prof. Lorizio 10 Ottobre 2023
Un autore e un romanzo che continuano a parlare a ogni uomo, non solo per la lingua italiana d’eccellenza ma anche e soprattutto per i contenuti universali. Sebbene pubblicato nel 1827, “I promessi sposi” risultano infatti essere «una testimonianza letteraria e di vita che interpella tutti, non solo i credenti». Così il cardinale vicario Angelo De Donatis ha definito la più celebre opera manzoniana nel suo saluto che ha aperto “Fede e letteratura: il caso Manzoni a 150 anni dalla morte”, l’appuntamento formativo.. Continua lettura su Romasette.it

Manzoni, in dialogo tra fede e letteratura

[…] Tutti abbiamo incrociato l’opera dell’autore milanese sui banchi di scuola e non possiamo dimenticare figure emblematiche come don Abbondio, la monaca di Monza, l’Innominato, il cardinale Federico e ovviamente Lucia, Agnese e Renzo – riflette monsignor Giuseppe Lorizio, direttore dell’Ufficio diocesano per la cultura -. Ma questo ricordo è quello di un peso che nostro malgrado abbiamo dovuto portare o di una ricchezza che abbiamo acquisito?  [… il prof. Chiarazzo aggiunge] «tutta l’opera manzoniana, in quanto parte essenziale del ricco patrimonio storico-culturale italiano, è uno strumento straordinario per cogliere una specifica modalità di declinare i valori che promanano dalla tradizione cristiana, e per riflettere in termini essenziali sul rapporto tra letteratura e fede».

Continua lettura su Romasette.it 5 Ottobre 2023 (articolo di Michela Altoviti)